Renato Fucini e gli amici fra i pittori macchiaioli

“Carissimo Telemaco, diremo, – Signorini – / quantunque nell’aspetto, parecchio – Contadini – / come ce lo dimostra molto, evidentemente / quella zanna cariatide, che chiameremo dente. / Dunque, per principiarti una specie d’invito /a satollar l’artistico, stomatico appetito, / t’annunzio che nel prossimo martedì, primo agosto, / avremo, com’è solito, la fiera in questo posto…”. Così iniziava uno scherzo epistolare scritto nel 1875 da Renato Fucini (1843-1921) e i suoi amici Luigi e Roberto Martelli e indirizzato a Telemaco Signorini (1835-1901). Nella lettera il poeta invita il pittore fiorentino a visitare una fiera di paese, descrivendogli stanza per stanza un museo immaginario di recente apertura dedicato a Leonardo da Vinci, di cui il Signorini era ammiratore. La lettera, custodita alla Biblioteca Nazionale di Firenze, è riportata per la prima volta nella sua versione originale da Nicola Baronti nel volume Befanate e scherzi in poesia (Sarnus). Telemaco Signorini aveva visitato Vinci insieme a Gustavo Uzielli nel 1872, sulle orme del Genio. Ne rimane traccia nella pubblicazione del diario della visita, “Gita a Vinci”.

Fra il 1866 e il 1867 dalla dimora di Dianella si sposta spesso e frequenta Vinci, anche per le sue amate cacce, ospite della villa dei fratelli Federigo, Luigi e Roberto Martelli, dove si era trattenuto anche Garibaldi per oltre un mese da convalescente per la ferita in Aspromonte. Proprio qui conoscerà il critico d’arte Diego Martelli (omonimo ma non parente dei padroni di casa), intorno al quale a Firenze si riuniva al Caffè Michelangelo di Via Larga  (poi Cavour) il gruppo dei macchiaioli. Sarà Martelli a presentare a Fucini Giovanni Fattori, Telemaco Signorini, Antonio Ciseri, Lodovico Tommasi e molti altri. Con molti di essi nasceranno amicizie solide e durature. Ricordiamo qui la lunga amicizia con Vittorio Corcos, che raffigura spesso soggetti della famiglia Fucini.